India

- Nome completo del paese: Repubblica dell'India
- Capitale: New Delhi (10.203.700 abitanti, 17.037.900 nell'area metropolitana)
- Superficie: 3.287.590 kmq
- Popolazione: 1.080.264.388 abitanti (tasso di crescita demografica 1,4%)
- Popoli: 72% indo-ariani, 25% dravidici, 3% mongoli e altri
- Lingua: hindi e inglese (uff.), bengali, tamil, urdu
- Religione: 81,3% induista, 12% musulmana, 2,3% cristiana, 1,9% sikh, 2,5% buddhista, jain, parsi
- Ordinamento dello stato: repubblica federale
- Presidente: Pratibha Patil (2007)
- Primo ministro: Manmohan Singh
- Principali città: Mumbai (Bombay), capitale economica, Calcutta, Bangalore (capitale dell'information technology)
Inflazione: 4,6%
Settori/prodotti principali: industria tessile, prodotti chimici, industria
alimentare, industria estrattiva, petrolio, gemme e gioielli, mezzi di
trasporto, acciaio, cemento, elettronica, riso, frumento, semi oleiferi,
cotone, iuta, tè, canna da zucchero, patate, bufali, pecore, capre,
pollame, pesce
Partner economici: USA, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Germania, Cina, Belgio, Singapore
Valuta
Rupia indiana (Rs)
Cambio: il cambio è di circa 65.8324 Rs contro 1 Eur (quotazione UIC del 15/05/2008).
Prezzi
Il cambio favorevole Rupia/Euro e il costo della vita piuttosto basso, rispetto
ai parametri italiani ed europei, permettono una spesa di permanenza contenuta
(il costo maggiore è rappresentato dal viaggio aereo). Bisogna
sottolineare che, a causa dei ritmi veloci di crescita economica del paese, lo
scarto fra il costo della vita italiano e quello indiano si sta repentinamente
assottigliando.
Fuso orario
Cinque ore e mezzo avanti rispetto al meridiano di Greenwich, pari a + 4,30
ore rispetto all'Italia, + 3,30 quando in Italia vige l'ora legale
Elettricità
La rete elettrica è compatibile con quella europea 230-240V, 50 HZ.
Da considerare gli improvvisi distacchi di energia elettrica, soprattutto nelle
zone periferiche e rurali, durante il periodo del grande caldo a causa di
sovraccarichi di tensione dovuto all'uso massiccio dei condizionatori.
Non è di norma necessario un adattatore per le prese di corrente.
Le spine shuko, tedesche o tripolari non sono però utilizzabili infatti
è bene portare in questo caso un adattatore. La spina bipolare è
compatibile con la presa di corrente indiana.
Pesi e misure
sistema metrico decimale; in alcuni settori commerciali viene ancora
utilizzato il sistema britannico.
Telefoni e Internet
Prefisso dall'Italia: 0091 (+91)
Prefisso per l'Italia: 0039 (+39)
I principali operatori di telefonia mobile italiani, ovveroTIM, Vodafone
eWind, hanno sottoscritto accordi di roaming con i partner indiani. La copertura
con cellulari tri-band è assicurata nei principali
centri abitati, più difficoltosa o assente nelle aree rurali.
I costi sono piuttosto elevati, risulta più conveniente utilizzare il
telefono dell'albergo (accertarsi preventivamente delle tariffe applicate,
soprattutto sulle tratte internazionali) o servirsi dei phone center pubblici
diffusissimi in tutta l'India, anche nelle piccolissime città. Sono
riconoscibili dall'insegna PCO/STD/ISD e sono generalmente aperti 24h su 24.
Diffusissimi anche gli internet point. Gli alberghi di standard medio alto dispongono del servizio in camera o in apposite internet rooms, i costi di connessione sono abbordabili (qualche euro per tranche da mezz'ora) anche se spesso la banda dichiarata (high speed internet connection) risulta essere sensibilmente sovrastimata rispetto a quella reale.
Numeri utili
Ambasciata d'Italia a a NEW DELHI
50-E Chandra Gupta Marg New Delhi - Chanakyapuri New Delhi 110021
Tel. 0091-11-26114355. - Fax. 0091-11-26873889
E-mail: ambasciata.newdelhi@esteri.it
Uffici consolari
CONSOLATO GENERALE D’ ITALIA - MUMBAI "Kanchanjunga" - 1st
Floor 72, G. Deshmukh Road (Former Pedder Road)
Tel.: 022-23804071/73/022-23811941/42
Telefax: 022-23874074
Cellulare di Servizio: 09820154078
Mumbai 400 026
E-mail:consulgeneral.mumbai@esteri.it
CORRISPONDENTE CONSOLARE – BANGALORE c/o INDENA INDIA
Pvt. Ltd. 94 V 'A' Cross, II Main HIG Colony, RMV II Stage
Bangalore 560 094
Tel. 0091-80-28567247
Fax 0091-80-27622830
Documentazione necessaria per
l'ingresso nel Paese
Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei mesi al momento
dell’arrivo.
Visto di ingresso: è necessario il visto d’ingresso, sia per turismo sia per affari che può essere unicamente rilasciato dagli uffici diplomatico/consolari del Paese presenti in Italia. Le autorità indiane non rilasciano visti all’arrivo in aeroporto. Il visto va richiesto all’Ambasciata d’India a Roma (tel. 06 488 4642; fax 06 481 9539; amb.office@indianembassy.it; Via XX Settembre 5, 00187 Roma) o al Consolato Generale indiano a Milano (tel. 02 8057691; Via larga 16, 20122 Milano). Per il rilascio del visto è necessario: il passaporto con validità minima residua di almeno sei mesi o più lunga secondo la durata del viaggio, che abbia pagine libere per apporre il visto e due foto formato tessera.
Il visto per turismo viene concesso per un periodo massimo di 6 mesi e costa 50 Euro. Il visto per affari viene concesso per un periodo massimo di un anno e costa 80 Euro. Il visto della durata di cinque anni, concesso occasionalmente, costa 160 Euro. Il visto di transito viene concesso per un periodo massimo di 3 giorni e costa 12 Euro. L’estensione del visto turistico in loco è molto difficile. Il rilascio del visto turistico all’arrivo in aeroporto non è possibile.
Ambiente
L'India è un territorio esteso, di forma triangolare, situato
nell'Asia meridionale, delimitato a nord dalla lunga catena
dell'Himalaya e proteso sull'Oceano Indiano a sud.
Confina con il Pakistan a nord ovest, con la Cina, il Nepal e il Bhutan
a nord e con il Bangladesh e il Myanmar a est. Lo Sri Lanka è l'isola a
forma di lacrima che scende dalla sua estremità meridionale. L'India
ricopre un'area di 3.287.590 kmq, anche se questa cifra è resa
parzialmente arbitraria dalle dispute relative ai confini con Pakistan e Cina.
È al settimo posto tra i più grandi paesi del mondo.
Clima
Il clima è molto vario, dagli aridi deserti del Rajasthan ai
freddi altopiani dell'Assam, presumibilmente il luogo più umido della
terra. Fondamentalmente, comunque, le stagioni sono tre: calda, umida e
fredda. Il calore comincia a sentirsi sulle pianure settentrionali verso
febbraio, ed entro aprile diventa insopportabile. I monsoni danno i
primi segni a maggio con un alto tasso di umidità, brevi acquazzoni e
violenti temporali. Le piogge monsoniche cominciano i primi giorni di giugno
nell'estremo sud e si estendono al nord fino a coprire l'intero paese entro i
primi di luglio.
E' tipico osservare durante i monsoni come le strade delle grandi
città si gremiscano di gente, che approfitta della pioggia per trovare
beneficio e per lavarsi.
A causa degli straripamenti le strade si allagano trasportando spazzatura,
carcasse di animali, oggetti abbandonati. Proprio per la brevità e
l'intensità delle piogge è preferibile attendere in un luogo
protetto che il fenomeno meteorologico cessi. Non si può dire che il
monsone abbia un effetto proprio rinfrescante, ma è un gran sollievo,
specialmente per gli agricoltori.
In India i fattori climatici sono talmente diversificati che è impossibile scegliere un periodo meteorologicamente migliore di altri per il viaggio, ma, in linea di massima, in buona parte del paese, i mesi più piacevoli sono quelli che vanno da ottobre a marzo.
Situazione dell'infanzia
La situazione dell’Infanzia in India è ancora caratterizzata da condizioni di vita precarie. Si vuole riassumere qui brevemente un profilo delle criticità dell’infanzia, rilevate da studi recenti sul territorio indiano;
- malnutrizione e patologie connesse, legate soprattutto a nascite di neonati sottopeso, deficienza di iodio e anemia Un bambino malnutrito su tre al mondo, vive in India. Il 46% circa dei bambini minori di tre anni è sottopeso, e molti di loro soffrono di malnutrizione acuta. Circa il 30% dei bambini è sottopeso alla nascita. L'anemia colpisce il 90% delle ragazze adolescenti e il 50% delle donne.Nonostante il grande impegno dell'UNICEF e del governo indiano, la diarrea è la seconda causa di morte tra i bambini, dopo le infezioni respiratorie.
- marcato tasso di mortalità infantile e neonatale. Nonostante i progressi degli ultimi trenta anni, più di due milioni di bambini muoiono ogni anno per infezioni che potrebbero essere prevenute. L'India è il paese al mondo in cui si verifica il più alto numero di decessi fra i bambini tra 0 a 5 anni.La mortalità infantile colpisce molti neonati nella prima settimana di vita e sebbene negli anni '80, avesse dato segni di rapida riduzione, negli ultimi dieci anni questi progressi sono molto rallentati. Si stima che 400.000 bambini minori di 5 anni muoiano per diarrea ogni anno.Tra le cause principali, vi sono le scarse condizioni igieniche e l'ingestione di acqua non pulita (in alcune aree del paese c'è una presenza eccessiva di arsenico e di fluoruro nell'acqua). Più di 122 milioni di famiglie nel paese non dispongono di servizi igienici.
- bassa percentuale di immunizzazioni e incremento dei casi di polio
- I tassi di registrazione alla nascita, nonostante una campagna nazionale apposita, sono ancora molto bassi.
- persistenza di un rapporto femmina/maschio in età tra i 0-6 a marcato favore dei bambini maschi
- discriminazione di genere e dei bambini di tribù o caste emarginate
- la percentuale dei bambini che completano l’iter scolastico elementare è del 71%
- il non raggiungimento dell’universalità dell’iscrizione alla scuola primarie delle bambine femmine
- incremento di crimini contro i bambini. Molti bambini, e specialmente molte bambine, sono vulnerabili a violenza, abuso e sfruttamento, e sono spinti ad entrare nel mondo della prostituzione o del lavoro nero.
- l’India registra il più alto numero di bambini lavoratori nel mondo. Molte famiglie che non dispongono di entrate sono costrette a far lavorare i propri figli. Si stima che siano 12 milioni i bambini lavoratori nel paese. La maggior parte di loro non hanno mai frequentato la scuola. Il numero di bambini di strada è molto elevato. La pratica dei matrimoni precoci continua ad essere un problema serio
POSIZIONAMENTO DEL GOVERNO INDIANO RISPETTO ALLA SITUAZIONE DELL’INFANZIA
Negli ultimi decenni in India si sono avuti, a livello di policy-makers, ONG e operatori dell’infanzia, importanti sviluppi in materia di infanzia, sia riguardo all’attenzione rivolta ai problemi dell’infanzia, sia riguardo ad un lento cambiamento nella concezione ideologica del bambino. Si è passati da una visione paternalistica di membro subordinato all’interno del nucleo-famiglia ad una visione ispirata alla UN Convention on the Rights of the Child che lo vede come individuo sociale avente diritto.
A questo positivo e crescente dibattito sull’infanzia, non corrisponde tuttavia la disponibilità di adeguate risorse finanziarie.
Tale
situazione viene denunciata nello "Study on Child Abuse: India 2007"
, studio su scala nazionale redatto dal Ministry of Women and Child Development
in collaborazione con Save The Children, che documenta lo stato allarmante di
vulnerabilità dei bambini Indiani.
Secondo tale documento l’India necessita
di strumenti legislativi e di interventi su ampia scala per poter affrontare in modo adeguato
l’inasprimento registrato nella situazione di abuso psicologico, fisico,
sessuale e di generale abbandono dei bambini Indiani .
La percentuale di risorse economiche destinate ai bambini nell’Union Budget dall’anno 2000-2001 al 2006-2007 è in media dello 3.10% . Di questa percentuale la quota dedicata alla protezione del bambino è la più bassa . Si tenga presente che le risorse a favore della protezione del bambino vengono frazionate a favore dei seguenti gruppi di bambini: bambini lavoratori, bambini con handicap, bambini di strada, bambini in difficoltà con la legge, bambini in necessità di adozione, bambini trafficati nel mercato sessuale .
La stragrande maggioranza dei fondi è destinata alla promozione della scolarizzazione, trascurando una visione più olistica dei bisogni dell’infanzia. Preoccupante sono anche le insufficienti risorse dedicate alla salute, soprattutto in considerazione dell’incidenza di fenomeni legati alla malnutrizione (alta incidenza di deficienza di iodio, 3 bambini su 4 soffrono di anemia,etc.), e dell’incremento dei casi di polio .
Il 97% delle risorse destinate alla voce di spesa Development, ossia ai programmi governativi legati alla prima infanzia, sono finalizzate al supporto all’interno dell’Integrated Child Development Service (ICDS), soprattutto attraverso i centri chiamati Anganwadis. L’ICDS dopo 30 anni dalla sua istituzione copre solamente il 22% della popolazione infantile che necessiterebbe di tale servizio . Per concludere, non solo le risorse destinate alla tutela dei bambini sono insufficienti, ma si registra inoltre un costante "non-speso" del budget dedicato all’infanzia riconducibile alla inefficiente o povera implementazione dei numerosi schemi destinati alla tutela dell’infanzia.
L'adozione
Il Governo dell’India considera l’adozione
come il miglior intervento di
riabilitazione non istituzionalizzante per i bambini orfani o
abbandonati la cui separazione dai loro genitori biologici non può
essere evitata per diverse ragioni.
Per perseguire tale mandato costituzionale, il Governo indiano ha sviluppato
una Politica Nazionale per il benessere dei
bambini (Welfare of Children) che può essere così riassunta:
" I bambini indiani sono da considerarsi una risorsa SUPREMA. E’ responsabilità del governo averne cura. Il
programma sull’infanzia dovrà occupare una parte preminente del piano
nazionale per lo sviluppo delle risorse umane. Compito del Governo è che
uguali opportunità di sviluppo vengano
riconosciute a tutti i bambini, obiettivo del governo è ridurre le
disuguaglianze assicurando una giustizia sociale".
Linee Guida relative Adozioni
2006 emesse dal Governo dell’India.
Obiettivo
è quello di normare l’iter per l’identificazione e l’adozione dei minori
orfani/abbondanati col fine di salvaguardare il più possibile i loro interessi
in accordo con la Convenzione ONU sui Diritti dei Minori e le Dichiarazioni
della Corte dell’Aja del 1993 sulle Adozioni Internazionali (entrambe
sottoscritte dal Governo dell’India ).
E’ responsabilità della Comunità e degli Stati quello di supportare attraverso istituzioni governative e non i minori orfani o abbandonati. Il Governo dell’India considera l’adozione come il migliore non-istituzionale supporto per ogni minore, solo l’ambiente famigliare può far emergere le potenzialità ed offrire le migliori opportunità dei minori stessi.
Le Linee Guida sono suddivise in 11 Capitoli, un glossario e 4 Allegati, nei quali vengono indicati i compiti di ogni Ente Governativo (sia Indiano che dello Stato Ricevente ), degli Enti di Volontariato e dei Genitori Adottivi
Enti coinvolti
Governo dell’India
Il governo dell’India indica dispone le direttive e legifera attraverso il
Ministero di Giustizia Sociale , al suddetto Ministero risponde il CARA
(Central Adoption Resource agency) le cui funzioni sono indicate in specifico
nell’allegato 1 delle Linee Guida.
C.A.R.A. Central Adoption
Resource Agency
Le principali funzioni del CARA sono quelle di autorizzare/rinnovare le licenze
per le Agenzie Indiane e Straniere che operano nelle Adozioni,; quelle di
emettere il NOC. (No Objection Certificates) e quello di coordinare tutti gli
enti coinvolti nel processo adottivo sia nazionale che internazionale.
EFAA Agenzie Estere per le adozioni
RIPA Agenzie indiane per le adozioni
ACA (ex-VCA)Agenzia di
Coordinamento delle Adozioni
Agenzia
presente a livello di singolo stato o nelle metropoli dove sono situate diverse
Agenzie autorizzate per le adozioni
ASA Agenzie di controllo
Agenzia di supporto per i tribunali dei Minori
Sedi diplomatiche all’estero
Hanno il compito di tenere i rapporti con le singole agenzie straniere
inscritte elenco agenzie autorizzate
Procedure per le Adozioni Internazionali
I
genitori adottivi devono essere sposati da almeno 5 anni. La somma
dell’età dei genitori non deve superare i 90 anni, ed in ogni caso il
genitore più anziano non deve superare i 55 anni.
La differenza tr ai genitori ed il minore in adozione deve essere superiore ai
21 anni.
In ogni
caso l’età dei genitori deve essere compresa tra i 30 anni ed i 55 anni.
La seconda adozione deve essere intrapresa solo nel momento in cui la prima si
è legalmente conclusa.
Coppie
dello stesso sesso non possono adottare.
Persone singole con età superiore ai 45 anni possono adottare.
Iter perché un minore possa risultare
legalmente inserito nelle adozioni internazionali
RIPA deve segnalare all’ ACA la disponibilità di un minore per le
adozioni nazionale presente presso il proprio Istituto, l’ACA ha tempo trenta
giorni per indicare una coppia nazionale, passati i quali il minore avrà
il certificato per le adozioni internazionali.
Nel caso di minori con età superiore ai 6 anni, fratelli gemelli o
minori portatoti di handicap A.CA ha tempo dieci giorni.
RIPA
individua la coppia per lì adozione internazionale , vengono prepararti
tutti i documenti (riguardanti il minore e la coppia adottiva, sono circa 35
documenti).
Tali documenti vengono inviati al CARA che ha tempo 15 giorni , se tutti i
documenti sono completi, per emettere il NOC ( NO Objection Certificate).
Ottenuto
tale certificato RIPA invia tutto il file al Tribunale di competenza che ha
tempo 2 mesi per emettere la sentenza .
A questo punto RIPA può far emettere il passaporto del minore, il Visto
verrà poi posto dall’Ambasciata del paese di provenienza dei minori.
I genitori adottivi devono recarsi in India per accogliere il minore
Condizioni un minore possa essere adottato
Il
minore deve essere legalmente libero per le adozioni.
Fratelli/gemelli non possono essere separati se non in casi particolari.
Due minori senza relazioni non possono essere proposti ad una coppia
contemporaneamente.
Deve essere fatto il possibile perché un minore sia adottato prima di
compiere i 12 anni
Ogni RIPA deve seguire il seguente ordine di priorità nell’adozione di
un minore indiano
- Cittadini Indiani che vivono in India
- Cittadini Indiani residenti all’estero
- Entrambi i genitori di origini indiane
- Un genitore di origini indiane
- Famiglie straniere
EFFA deve essere un ente no- profit, ad ogni modo non deve avere un obiettivo finanziario basato sulle adozioni internazionali il costo dell’adozione è stabilita nella cifra di 3500 $ (comprensiva di tutti i costi relativi al minore)
Nessuna
donazione deve essere fatta al RIPA ne dall’EFAA ne dalla famiglia adottiva.
Nessuna accordo sul numero di adozione deve essere siglato tra EFAA e RIPA.
Salvaguardia del minore
Nessun
contatto tra i genitori adottivi e i genitori biologici sarà permesso.
RIPA dovrà mantenere la riservatezza sulle origini e sui genitori
biologici.
Nessun
Ente coinvolto nelle adozioni deve trarne profitto, ogni transazione monetaria
deve essere accompagnata da ricevuta
Nessuna adozione può essere effettuata per contatto diretto dei genitori
adottivi e ogni adozione deve passare attraverso Enti Autorizzati
Tutte le RIPA deve strettamente aderire alle regole etiche e lavorare per il
migliore interesse dei minori come definito dalle Linee Guida e Dalla
Convenzione dell’Aja 1993 per le Adozioni Internazionali.
Report
EFAA
con riferimento ad ogni minore deve inviare un rapporto di follow-up,
contenente una fotografia recente un anamnesi e una relazione psicologica del
minore, su base semestrale per 2 anni; copia del documento legale che sancisce
il termine dell’iter adottivo.