Colombia

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La Colombia è un Paese dell’America Meridionale situato nella fascia Andina.

A nord è bagnato dal Mar delle Antille, a nord-ovest confina con il Panama, a ovest è bagnato dall’Oceano Pacifico, a sud confina con il Perù, per 1496 km, e l’Ecuador per 590 km. Ad est invece confina con il Venezuela per 2050 km e con il Brasile per 1.643 km.

Fanno parte della Colombia anche gli isolotti di Gordona, Gorgonilla e Malpelo del dipartimento di Cauca, situati a 2 km al largo della costa pacifica e tutti di origine vulcanica.
Nel Mar dei Caraibi sono situati, invece, gli isolotti e banchi di Roncador, Serrana, Quitasueno, Bajo Nuevo e Serranilla del dipartimento di San Andrés Y Providencia.

Il territorio colombiano è diviso in tre settori: la costa oceanica piovosa a nord, gli altipiani andini, freddi e quasi desertici e la foresta amazzonica, piovosa e spesso alluvionata.
A nord, vicino alla frontiera ecuadoriana, le Ande colombiane si dividono in tre fasce di catene, orientate in direzione nord e nordest, conosciutie con la denominazione di cordigliere, costituite da ampie vallate.
Le montagne più alte della Colombia sono il Picco Cristoforo Colombo ed il Picco Simon Bolivar, entrambe di 5.575 metri. Nonostante sia montuosa solamente per un sesto della sua superficie territoriale, sulle Ande sono situate le città più popolose.

Il clima è condizionato dalla posizione del paese e dall’altitudine.
Questo alternarsi di montagne e vallate crea una grande variabilità climatica, passando da un clima tropicale lungo le coste e nelle pianure calde e umide a temperature più rigide man mano che si sale ai ghiacciai a 5.000 metri di altezza.

Il sottosuolo è ricco di petrolio, gas naturale, ferro, carbone, nichel, oro, rame, smeraldi e risorse idriche.

Per dimensioni la Colombia è il quarto Paese del Sud America ed è il solo ad affacciarsi sia sulle coste del Pacifico sia sul Mar dei Carabi (Oceano Atlantico).
La Colombia confina con il Panama a nord ovest, con il Venezuela a est, con il Brasile a sud est, con il Perù a sud e con l’Ecuador a sud ovest.

Tra gli aspetti geografici di maggiore interesse figurano i deserti nella parte nord-occidentale del paese, la giungla sulla costa del Pacifico, che detiene il primato di precipitazioni atmosferiche e la Serranda de la Macarena, una formazione montuosa isolata che si eleva nel mezzo delle pianure orientali raggiungendo 1.000 m di altezza.


La Colombia è un mosaico di etnie che lasciano il proprio contributo nella cultura, nel folclore, nell’arte e nell’artigianato del paese.
Le diverse radici e tradizioni indios, spagnole e africane hanno dato vita a un gran numero di fusioni interessanti, soprattutto nel campo dell’artigianato, della scultura e della musica.

L’arte precolombiana spicca per le sue sculture di pietra e per la lavorazione dell’oro e della ceramica.
L’artigianato indios, che si distingue per la creazione di ceste, la tessitura e la lavorazione della ceramica risale al periodo precolombiano ma, al giorno d’oggi, riesce a fondere tecniche moderne con motivi decorativi tradizionali. La musica colombiana comprende i ritmi africani dei Caraibi, la salsa cubana e la musica andina, fortemente influenzata dai ritmi spagnoli.

Lo spagnolo è la lingua ufficiale della Colombia e, ad eccezione di alcune remote tribù indios, è parlato da tutti i Colombiani.
Nel paese, inoltre, vengono utilizzati circa 75 dialetti indios.
L’inglese viene insegnato nelle scuole, ma rimane una lingua poco conosciuta e poco diffusa.


Il cattolicesimo è la religione principale in Colombia, anche se negli ultimi anni più di 3 milioni di fedeli hanno abbandonato la religione cattolica per unirsi ad altre congregazioni e sette religiose.

La cucina colombiana abbonda di pollo, maiale, patate, riso, fagioli e minestra.
Tra i piatti regionali più interessanti figurano: l’ajiaco, minestra di pollo e patate è una specialità di Bogotà, la hormiga culona, grandi formiche fritte è un piatto esotico che si trova soltanto a Santander e la lechona, maiale da latte cotto allo spiedo e ripieno di riso è una specialità di Tolima.
La grande varietà di frutta che caratterizza la Colombia è sorprendente.
Il caffè non è soltanto la bevanda più diffusa, ma è anche quasi un rito.

L'enorme patrimonio precolombiano e l'importazione culturale spagnola, fanno della Colombia il paese con la maggiore ricchezza culturale di tutto il Latinoamerica.
Tra le figure che raggiungono una risonanza mondiale si cita Alejandro Obregón, Enrique Grau, Luis Caballero, e soprattutto Fernando Botero che con le sue opere ironiche è famosissimo in tutto il Mondo.
Per la letteratura, altro personaggio di fama mondiale, si cita il premio nobel Gabriel Garcia Márquez. Tra le sue opere: "Cronaca di una morte annunciata" da cui il regista italiano Francesco Rosi ha tratto un film girato in Colombia.
Per la pittura figura Vicente Vasquez Ceballos, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, è il più noto tra gli artisti di epoca coloniale.

Sistema Politico
Repubblica Presidenziale
Organo legislativo bicamerale: Senato con 102 membri e la Camera dei Deputati con 163 membri.

  • Ordinamento dello stato Repubblica Presidenziale
  • Capo di stato Alvaro Uribe Vélez
  • Capo di governo Alvaro Uribe Vélez
  • Indipendenza dalla Spagna 20 luglio 1810 dichiarata, 7 agosto 1819 riconosciuta
  • Ingresso all’ONU 5 novembre 1945

Superficie
1.138.910 km2

Popolazione
42.888.592 (36 abitanti per km2) (stimati nel 2005).
Gruppi etnici: meticci 58%, bianchi 20%, mulatti 14%, neri 4%.

Capitale
Santa Fé de Bogotà
Divisione Amministrativa: 32 Dipartimenti e il distretto della capitale.


Unità monetaria
Pesos colombiano COP – Per ogni dollaro americano sono necessari 2.700 – 2.800 Pesos. Ogni Euro vale tra i 2.650 ed i 2.750 Pesos.

Lingua
Spagnolo come lingua ufficiale, chibcha, idiomi amazzonici.
A Bogotà e nelle località maggiormente frequentate dai turisti è abbastanza diffuso l’inglese e compreso l’italiano, soprattutto tra il personale degli alberghi e dei negozi.


Clima
Molto vario: lungo la costa è caldo-umido con temperature tra i 25 e i 30° C; nella zona andina le temperature si aggirano tra i 18 e i 24°C. La temperatura si mantiene costante tutto l’anno, pertanto le variazioni stagionali sono date dalle precipitazioni, maggiori a Cartagena nei mesi di giugno, luglio, ottobre e novembre; in Amazzonia le precipitazioni maggiori si verificano tra dicembre e maggio.

Fuso orario meno 5 ore

Ambasciata e consolati d'Italia in Colombia

  • Bogotá Calle 93B No. 9 - 92
    Tel: (+57 1) 2187206 - 2180252 - 2186680
    Fax: (+57 1) 6105886
    www.ambbogota.esteri.it
  • Barranquilla (Atlántico) – Consolato onorario
    Carrera 64B No. 84 – 131 – Apartado aéreo 2489
    Telefono: (+57 5) 3554630
    Fax: 555102
  • Cali (Valle) – Consolato onorario
    Calle 20 No. 8A – 34 - Apartado aéreo 9388
    Telefono: (+57 2) 8831445 - 8833519
    Fax: 8842002
  • Cartagena (Bolívar) – Consolato onorario
    Calle del Colegio No. 34 – 75 - Apartado aéreo 217
    Telefono - Fax: (+57 5) 6641867
  • Medellín (Antioquia) – Consolato onorario
    Calle 31 No. 43A – 172 - Apartado aéreo 3594
    Telefono: (+57 4) 2620633
    Fax: 2623139
  • Bucaramanga (Santander) – Agenzia consolare
    Carrera 18A No. 8N – 82 - Apartado aéreo 1409
    Telefono: (+57 7) 6401355
    Fax: 6402708
  • Manizales (Caldas) - Corrispondente consolare
    Calle 53A No. 22 - 30
    Telefono: (+57 6) 8852642
  • Pasto (Nariño) - Corrispondente consolare
    Calle 20 No. 33A - 11
    Telefono: (+57 2) 7232210
  • Santa Marta (Magdalena) - Corrispondente consolare
    Calle 18 No. 8 - 48 Uff. 209
    Telefono: (+57 5) 4213579
    Fax: 42113


Orari di banche e negozi

dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30, tutti i giorni tranne la domenica.
A Bogotà fanno orario continuato fino alle 20.00.

Giorni festivi
Capodanno
8 gennaio
25 marzo
12 aprile: Pasqua
1° maggio
11 e 17 giugno
1° e 20 luglio
7 agosto
12 ottobre
1°, 4 e 11 novembre
8 dicembre
Natale

Prefisso telefonico internazionale

  • per chiamare la Colombia comporre lo 0057
  • per chiamare dalla Colombia in Italia comporre lo 0039, seguito dal prefisso della città che si deve raggiungere senza lo zero, più il numero dell'abbonato

Corrente elettrica
110V* 60Hz A , B - nei vecchi quartieri di Bogota e' di 150V
le prese sono a lamelle piatte di tipo americano.
Si consiglia di portare con sé un adattatore.


Particolarità paesaggistiche
Le Ande con le loro cime e le verdi vallate colorate dai pittoreschi villaggi, dividono il Paese in due zone diverse fra loro non solo dal punto di vista morfologico-paesaggistico, ma anche culturale.
Il confine con il Venezuela, la regione orientale, si presenta con un aspetto pianeggiante.
La zona meridionale con l'Amazzonia si estende con tutta la sua complessa rete di fiumi e con il suo patrimonio di flora e fauna.
Il nord è l'anima caraibica del Paese, con le spiagge assolate e le isole tutte da esplorare, San Andres, Providencia, Rosario.
La capitale situata a 2.640 metri di altitudine, ha un nucleo antico, La Candelaria, molto caratteristico con portoni che affacciano su porticati e patios fioriti di rose, mimose e orchidee.
Il cuore della città è la Plaza Bolivar con palazzi caratteristici dei vari stili ed epoche architettoniche.
Da vedere il Palazzo di Giustizia, la Cattedrale, la residenza presidenziale di Palazzo Narino e il Museo dell'Oro, che ospita una collezione unica al mondo con più di 25.000 reperti di oreficeria precolombiana.
La Cattedrale di Sale di Zipaquirà dista 25 chilometri dalla capitale ed è un edificio del tutto singolare: è scavato a 120 metri di profondità nel cuore di una miniera di salgemma, con una superficie che si estende per 8.000 metri quadrati. Cartagena, situata in una baia del Mar dei Caraibi, è un bellissimo centro balneare ed offre numerose opportunità di svago.
Si possono raggiungere in barca le isole coralline del Rosario oppure si può scegliere la suggestiva navigazione notturna lungo la baia della città.
Le isole di San Andres e Providencia distano 700 chilometri dalla costa e sono a mezz'ora di volo una dall'altra. L'attrattiva di San Andres è il suo mare dai sette colori e l'opportunità di muoversi verso le vicine piccole isole: Johnny Cay, rinomata per la musica calypso e i cocktail a base di cocco e rum; Haines, isolotto circondato da un acquario naturale.
Providencia è un vero paradiso per gli appassionati di immersioni subacquee, a circa mezzo miglio dalla costa i fondali ospitano una fauna ittica estremamente varia.
Un itinerario ideale attraverso la Colombia parte dalla già citata capitale e raggiunge Leticia, porto fluviale sul Rio delle Amazzoni e punto di partenza per un'escursione nella foresta, fino ai laghi Yaguargacas luoghi ideali per osservare la flora e la fauna lacustre.
Lungo il Rio delle Amazzoni si incontra l'isola delle Scimmie, popolata da centinaia di scimmie, e le magnifiche foglie galleggianti della "Victoria Regia", dei dischi vegetali di oltre un metro di diametro.
San Augustin è un'altra interessante tappa, essendo questo uno dei siti archeologici più importanti dell'America Latina.
La sua civiltà risale al VI secolo a.C. e si conservano di essa statue, sarcofaghi e tombe.
Santa Marta è la città più antica del Paese e conserva un eccezionale patrimonio storico e artistico con il museo degli indios Tayrona.
Nei dintorni della città si trova il Parco Nazionale Tayrona che custodisce i resti in pietra di villaggi risalenti all'epoca precolombiana.
Nel cuore della foresta, all'interno del parco, si nascondono le misteriose rovine della Città Perduta, un santuario sacro purtroppo saccheggiato 400 anni fa dai conquistatori.

Situazione politica e sociale

Da quasi quarant' anni la Colombia è sconvolta da una sanguinosa guerra civile tra governo, paramilitari e gruppi ribelli.
All'origine di questo conflitto che ormai stima i trecentomila morti, vi sono le enormi disparità sociali, i problemi legati al narcotraffico e al contrabbando, l’inaudita frequenza dei sequestri di persona utilizzati come forme di autofinanziamento dai vari gruppi e dalla delinquenza comune.

Protagonisti dello scontro sono le milizie ribelli di ispirazione marxista, l’ organizzazioni paramilitari di estrema destra e l’esercito governativo.
Tutti i gruppi coinvolti violano abitualmente i diritti umani della popolazione civile.
Quasi settimanalmente si verificano massacri che coinvolgono intere comunità. Molte persone sono costrette ad abbandonare le proprie case alla ricerca di luoghi sicuri, al riparo dagli assalti armati e dall’arruolamento forzato. Il sequestro e le sparizioni sono fenomeni comuni.
Le vittime civili si contano a migliaia ogni anno, così come i rapimenti o le mutilazioni provocate dalle mine antiuomo ampiamente diffuse sul territorio. Purtroppo a causa di questa situazione di stallo il numero delle vittime continua a crescere di giorno in giorno.

Un cambiamento dall’interno della società è altresì reso estremamente arduo dalla repressione e dalla violenza imposta da Stato e paramilitari e da molti fronti dei ribelli; inoltre, la carenza di una mediazione da parte della Comunità Internazionale, più volte annunciata ma solo di rado messa in pratica, complica notevolmente il lavoro del sistema giudiziario, delle istituzioni oltre che delle varie Organizzazioni Non Governative locali e internazionali.

Nonostante la propaganda governativa affermi il contrario, parlare di democrazia in Colombia è praticamente impossibile.
Il tasso di corruzione che affligge il sistema amministrativo raggiunge livelli scandalosi, così come il suo grado di connessione col paramilitarismo e col narcotraffico.
I giornali in Colombia sono in mano alle oligarchie di potere filo-governative. I guerriglieri si servono di metodi alternativi per diffondere i propri comunicati stampa e le proprie versioni dei fatti.

Per contro, FARC e ELN non offrono un’adeguata alternativa al governo, anche perché, dopo quasi quaranta anni di guerra, la loro struttura resta quasi unicamente improntata sull’ambito militare, senza un piano politico soddisfacente.

Dopo il Congo e il Sudan, la Colombia è terza nella tragica classifica mondiale degli sfollati con un totale di due milioni e trecentomila persone, secondo le cifre riportate dall’ufficio ONU per la coordinazione degli affari umanitari OCHA.
Solo negli ultimi due anni un milione di persone ha dovuto abbandonare le proprie case, rifugiandosi in località interne del Paese, in particolare in zone periferiche delle grandi città, e oltre le frontiere, principalmente in Venezuela, Ecuador e Panama, il che purtroppo non offre la completa sicurezza, a causa del proliferare dei gruppi armati colombiani anche in questi Stati.

Nella guerra colombiana, paramilitari e guerriglieri attaccano sistematicamente le popolazioni civili presunte colpevoli di simpatizzare con un gruppo piuttosto che con un altro.
Gravi violazioni si consumano anche ai danni delle comunità indigene che, nonostante abbiano espressamente richiesto di non essere coinvolte nella guerra, subiscono assassini, stragi, deportazioni e arruolamenti forzati, talvolta anche ad opera delle multinazionali del petrolio.

Le minoranze etniche, afro-colombiani e indios-colombiani, sono infatti le popolazioni più duramente colpite dal conflitto.
Ad esempio, la lotta per il controllo del narcotraffico tra paramilitari delle AUC e indigeni Wayuu nel dipartimento di La Guajira ha costretto 300 famiglie ad abbandonare le proprie case, tredici le vittime e quattordici i desaparecidos secondo un comunicato dell’Organizzazione Internazionale Indigena.

La rapidissima espansione delle periferie delle città, in particolare di Bogotà, è avvenuta soprattutto negli ultimi dieci anni e il selvaggio inurbamento causato dalla fuga dalle campagne ha provocato l’incapacità da parte delle persone di costruire o ricostruire il tessuto sociale ed una trama di relazioni significative, sia a livello intrafamiliare, sia a livello interfamiliare.

I conflitti intrafamiliari costituiscono la prima causa di violenza nella periferia della capitale colombiana e questa situazione si aggrava ulteriormente nelle zone più periferiche in cui gli indicatori di povertà sono più elevati.

Nella capitale colombiana già nel 2000 sono stati registrati 24.731 casi di violenza intrafamiliare con un incremento rispetto ai dati del 1999 del venticinque per cento.
Secondo la stima dell’Istituto Colombiano de Bienestar Familiar, in Colombia ci sono circa cinquantamila bambini che trascorrono la maggior parte del tempo in strada, di cui il quaranta per cento a Bogotà.

Circa il settantacinque per cento dei bambini di strada hanno subito maltrattamenti in famiglia.
Il problema dei “bambini di strada” trova una causa importante nella difficoltà delle madri che devono sostenere tutto il peso del sostentamento familiare e nella situazione di povertà estrema della famiglia.

In questa situazione, si registrano conflitti nella relazione madre-figli causata, in gran parte, dal peso che deve sopportare la madre per le enormi difficoltà economiche, per lo stato di solitudine e d’indifferenza alla quale è soggetta e per l’assenza di un qualsiasi supporto da parte di istituzioni o di personale specializzato.

Secondo le statistiche realizzate, le aggressioni e manifestazioni di violenza intrafamiliare sono direttamente correlate, inoltre, allo stato di sfollamento che vivono le famiglie che si trasferiscono nelle periferie urbane delle grandi città.
Lo sfollamento forzato dai luoghi di origine implica per le persone adulte la perdita della casa, della terra, del lavoro, della tranquillità domestica e per il bambino l’allontanamento dalla scuola, dagli amici e da tutto il contesto di accoglienza che fa parte del suo spazio vitale di crescita.


I desplazados, gli sfollati, scappano dalle loro terre con i figli in braccio, fuggendo dal conflitto armato, dai massacri e dalle continue minacce, portando solo le poche cose necessarie alla sopravvivenza, qualche coperta, dell’acqua e i viveri necessari per il viaggio.

Nonostante abbiano vissuto gran parte della loro vita in territori controllati dalle forze armate rivoluzionarie o dai gruppi paramilitari, dove la presenza dello stato risulta molto scarsa, per loro risulta difficoltoso anche abituarsi alle nuove condizioni di vita.


Narcotraffico.
Maggiore coltivatore mondiale di coca, primo produttore di cocaina e terzo di eroina, la Colombia riesce a mantenere alto il valore dei pesos grazie anche al traffico illegale, che, oltre ad arricchire i potenti cartelli, alimenta anche il conflitto interno del Paese.

Da un lato i gruppi paramilitari delle AUC, Autodifese Unite della Colombia, dall’altro i guerriglieri marxisti del FARC, Fronte Rivoluzionario della Colombia e dell’ELN, Esercito di liberazione nazionale: tutti, in misure diverse, ammettono di servirsi del commercio illegale di coca per le proprie cause.
L’Ufficio contro la Droga delle Nazioni Unite calcola che esistano ottantamila ettari coltivati a coca. La regione è fortemente colpita da povertà e crisi alimentare, ma le risorse del governo statunitense, che in sei anni (2000-2005) ha stanziato quattromila milioni di dollari, sono utilizzate soltanto per la guerra alla droga dichiarata dal governo di Uribe.
I contadini sono vittime sia del narcotraffico, che lascia loro solo il due-tre per cento dei guadagni, sia della politica di sradicamento della coca, poiché gli aiuti previsti per chi ne abbandona la coltivazione non lenti ad arrivare e i giovani, senza lavoro né cibo, aumentano le file della guerriglia o dei desplazados.


Mine
Secondo i dati del resoconto annuale del febbraio 2006, resi pubblici dall’Osservatorio per le Mine, negli ultimi cinque anni 2.358 persone sono state colpite da questi ordigni, con una media di una persona al giorno. Le mine antiuomo e gli ordigni inesplosi sono presenti in 31 delle 32 province colombiane e, sempre più spesso, sono rinvenuti non solo in zone di combattimento, ma anche in aree agricole e campi coltivati, unico mezzo di sostentamento per interi villaggi, nei cortili delle scuole, nei pressi di fonti d’acqua e su strade di campagna.
Per l’alto rischio, gli abitanti sono costretti a lasciare tutto, a sfollare.
Si stima che le mine siano presenti su circa il 45 per cento del territorio colombiano; i comuni disseminati sono 659: 289 in più rispetto al 2000, con un’incidenza del 46 per cento; Antioquia, Meta e Norte de Santander sono le zone che hanno registrato il maggior numero di casi.
Il numero di vittime delle mine antiuomo è aumentato sensibilmente negli ultimi anni: quasi l’ottanta per cento di questi casi sono stati registrati dal 2001 ad oggi.
Nel trentasette per cento dei casi, le vittime sono civili, per la maggior parte donne e bambini; i minori di 18 anni costituiscono quasi il venti per cento.

Sono dati approssimati per difetto, poiché una volta ricoverati molti feriti sono restii a dichiarare la natura delle ferite riportate.
I campi minati sono, infatti, opera di guerriglieri e paramilitari e i feriti hanno paura di essere sospettati di collusione e il monitoraggio si complica quando a saltare in aria sono gli stessi paramilitari o guerriglieri.
Non tutti i feriti, inoltre, riescono a raggiungere un ospedale; infatti gli ordigni sono generalmente collocati nelle aree rurali, luoghi impervi e del tutto mal serviti dai quali raggiungere un centro medico significa camminare per giorni.

Ad usare le mine antiuomo, Ap o fabbricate artigianalmente, Ied, sono sia i vari gruppi guerriglieri di sinistra sia i paramilitari filo-governativi, che da almeno quindici anni vanno avanti minando ettari ed ettari di terra.
Perché sono armi poco costose, di facile reperimento, di veloce assemblaggio e molto efficaci.
E’ considerato un metodo indispensabile per difendersi durante le ritirate, per salvaguardare postazioni strategiche o per tendere imboscate al nemico.
Essendo destinate a colpire i paramilitari o i militari, il ferimento di civili è considerato un effetto collaterale non ancora così grave da spingerli a bandirle.
Le mine, infatti, sono posizionate lungo le principali vie di comunicazione, nei pressi di ponti, fonti d’acqua, coltivazioni di coca e lungo gli oleodotti.

Minori

In Colombia non si registrano dati allarmanti nelle condizioni materiali della popolazione infantile.
La scolarizzazione è a livelli accettabili, l’istruzione è gratuita e obbligatoria dai cinque ai dieci anni, mentre la scuola secondaria dura dai quattro ai sei anni.
Il tasso di analfabetismo adulto raggiunge il 7,9 per cento, mentre il tasso netto d’iscrizione alla scuola primaria è del 84 per cento per le femmine e 83 per i maschi.
A differenza di molti altri paesi, le bambine sono progressivamente integrate nel sistema educativo, tanto che i tassi di ripetizione e abbandono scolastico sono più alti fra i coetanei maschi.

Questi indicatori tuttavia peggiorano se ci si sposta nelle aree rurali, e sono ancor più bassi per i bambini appartenenti alle minoranze etniche, come gli indios e gli afrocolombiani, e per i numerosissimi minori sfollati.

In Colombia gli adolescenti tendono ad avere relazioni sessuali occasionali a un’età sempre più precoce, con il conseguente rischio di contrarre HIV-AIDS e altre malattie sessualmente trasmissibili e, per le ragazze, di avere gravidanze precoci con grave rischio per la salute propria e del nascituro.
Negli ultimi anni, il numero di ragazze incinte tra i 15 e i 19 anni è cresciuto del diciannove per cento nelle aree urbane e addirittura del quarantasette per cento nelle zone rurali.Più di un milione di bambini e bambine colombiani tra i cinque e i diciassette anni lavora ed è in aumento lo sfruttamento sessuale dei minori a fini economici.

In ragione del perdurare del conflitto interno, la Colombia fa parte della lista dei paesi in emergenza umanitaria, per i quali l’UNICEF e le altre Agenzie ONU hanno sviluppato una specifica strategia di intervento. Nel maggio 2005, su pressione dell’UNICEF, il Governo colombiano ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia relativo all’impiego dei minori nei conflitti armati.

L’altro Protocollo opzionale alla Convenzione, quello su tratta e prostituzione minorile, era stato ratificato nel novembre 2003.
L’UNICEF ha contribuito anche alla formulazione del Piano Nazionale per la Gioventù per il 2004-2007, base fondamentale per il Piano decennale che dovrà essere coordinato con il Piano Nazionale per l’Infanzia (2002-2010).

I bambini che abitano nelle comunità rurali del paese hanno anche enormi difficoltà di accesso ai servizi e agli aiuti umanitari.In stretta collaborazione con tutte le agenzie dell’ONU operanti nel Paese, l’UNICEF assiste le comunità locali offrendo supporto sanitario e psicologico e servizi educativi.

Circa 7.000 bambini in Colombia sono tuttora costretti ad arruolarsi in gruppi armati e il reclutamento di bambini e adolescenti continua senza sosta, nonostante il numero di minori smobilitati sia in crescita.
L’UNICEF aiuta le autorità nazionali a prevenire l’arruolamento di bambini soldato, fornendo alternative al reclutamento attraverso il rafforzamento del sistema educativo e la formazione basata sulle attitudini dei bambini. Le attività di reintegrazione sociale dei bambini smobilitati dai gruppi armati avvengono nel quadro del Programma Nazionale per i bambini vittime del conflitto armato, gestito dall’Istituto Colombiano per l’Assistenza alle Famiglie. Il programma si occupa di assicurare al bambino un rientro sicuro in famiglia e nella comunità, oltre a fornire assistenza medica, istruzione e protezione legale.

Abbandono di bambini in età infantile
Sono numerosi i casi di bambini vittime di maltrattamenti, abusi sessuali, rapimenti per il traffico d’organi o prostituzione.I bambini adescati sono soprattutto i niños en la calle, cioè bambini di strada, molti dei quali sono appena in grado di camminare e vengono lasciati vivere per le strade della città, in quartieri in cui l’inurbamento incontrollato ha creato zone di degrado estreme. Anche se questi bambini hanno una madre, vivono tutta la giornata in uno stato di abbandono di fatto e ciò li destina ad essere vittime indifese di atti di violenza.
Nelle zone suburbane sono completamente assenti strutture che possano accogliere bambini dai 0 ai 2 anni e offrire attività di cura e assistenza all’infante e alla madre.

Sono bambini in una fascia d’età particolarmente a rischio d’abbandono, data la situazione d’indigenza ed emarginazione in cui si trovano le famiglie degli sfollati fuggiti dalle campagne e approdati in questi quartieri periferici e dato l’impegno in termini di coinvolgimento affettivo e di tempo che bambini così piccoli richiedono alla madre.

Secondo alcuni dati statistici registrati da Profamilia, istituzione privata colombiana che ha studiato con attenzione il fenomeno, in Colombia poco meno della metà dei bambini fino ai 2 anni vive in un nucleo familiare completo, la maggior parte solo con la madre, unico punto di riferimento.
Il rischio d’abbandono è più alto nel caso di figli di madri adolescenti.

In Colombia, secondo la Encuesta Nacional de Demografía y Salud realizzata da Profamilia, si evidenzia che le adolescenti iniziano l’attività sessuale molto presto e rimangono incinte: su otto milioni e settecentomila adolescenti, fra i dieci e diciannove anni, il venticinque per cento è già madre o sta aspettando il primo figlio e nella maggior parte dei casi è una gravidanza non voluta.
La difficoltà ad assumersi responsabilità genitoriali da parte di queste madri è originata da numerosi fattori: l’origine della maternità spesso frutto di violenza, le difficoltà economiche e la necessità di trovare un lavoro.
Spesso anche l’avere un lavoro, seppure precario, è all’origine dell’abbandono: lavorare lontano dalla propria casa non consente di avere tempo da dedicare al proprio bambino, e il timore di perdere anche una precaria possibilità di guadagno porta a disinteressarsi del figlio.
L’immaturità umana e psicologica data dalla giovane età, il permanere di una situazione di violenza all’interno della famiglia di provenienza della madre che si allontana quindi dalla sua famiglia e rimane sola.

Un elemento nuovo e molto preoccupante in questo contesto, esso pure in aumento, è rappresentato dall’allentarsi di quella rete di solidarietà che in genere copriva la mancanza di strutture di supporto per i bambini molto piccoli, attraverso la consuetudine di prendere in casa figli anche non propri, purché infanti.
La situazione di degrado e di povertà estrema sembra avere almeno in parte intaccato questa forma d’aiuto reciproco, che negli anni aveva caratterizzato la vita dei quartieri periferici attraverso forme di solidarietà che vedevano fra gli attori le madri più anziane e le nonne, che accudivano anche figli non propri.

Il problema dell’assunzione del ruolo genitoriali
Le donne sole sono costrette in molti casi a lasciare i figli privi d’assistenza durante tutto il giorno a causa della lontananza del luogo di lavoro rispetto all’abitazione, non avendo così la possibilità di occuparsi della loro educazione e cura.

All’abbandono indiretto, causato da una difficoltà oggettiva e dalla necessità di far fronte al bisogno di sopravvivenza economica del nucleo familiare, si aggiungono situazioni d’abbandono diretto, rappresentato dalle famiglie che lasciano i bambini più piccoli per la strada, dimenticandosi totalmente di loro.

Questa drammatica condizione, che comprende al tempo stesso gravi disagi psicologici e pesanti difficoltà economiche, determina situazioni umane talmente complesse da impedire alla donna di comprendere come il proprio ruolo materno è elemento indispensabile e cardine, fattore determinante per la crescita del proprio figlio.

Mancanza di centri per l’attenzione integrale di giovani madri e alto tasso di mortalità materna
Fra i problemi più critici nell’area salute s’incontra un alta percentuale di mortalità materna.
La mancanza di servizi e centri d’attenzione integrale per le adolescenti, l’aumento del tasso di parti in giovane età, l’alta percentuale di maternità non desiderate, sono cause che provocano maternità a rischio e il cancro del collo uterino, che costituisce anche la prima causa di morte nelle donne.

Per quanto riguarda la mortalità materna si deve segnalare poi che ogni centomila parti muoiono 67,7 donne per cause associate alla maternità. Questi dati appaiono preoccupanti se si tiene anche in conto che non tutte le morti sono registrate.
Per abbassare il tasso di mortalità materna sarebbe necessario migliorare sostanzialmente

  • la qualità di attenzione al parto e dei controlli pre-natali
  • implementare meccanismi che permettano l’individuazione delle donne incinta attraverso il monitoraggio eseguito da Centri di attenzione integrali
  • identificare dall’inizio i rischi biologici e psicosociali
  • implementare meccanismi per facilitare l’accesso ai centri di salute.

Denutrizione e malnutrizione per minori di 2 anni
Secondo alcuni dati statistici registrati da Profamilia, in Colombia il novantacinque per cento dei bambini in età infantile riceve il latte materno ma solo il ventidue arriva al quarto mese.

I motivi principali dell’interruzione sono

  • latte insufficiente, nuova gravidanza
  • malattie della madre
  • problemi di suzione
  • rifiuto da parte del bambino
  • malattie del bambino
  • l’uso d’anticoncezionali

Il rimanente cinque per cento dei bambini non ricevono latte materno per mancanza di conoscenza da parte della madre, per problemi di salute della madre o del bambino e per uso d’anticoncezionali a partire da subito dopo il parto.
Il latte materno non è sostituito con adeguata alimentazione sostitutiva e pertanto questo genera una situazione di grave malnutrizione fin nei primi mesi di vita.
A questo gravissimo problema si aggiunge quello della denutrizione infantile che abbraccia il novanta per cento dei bambini delle periferie degradate, assumendo dimensioni e caratteri sempre più preoccupanti.

Tra i fattori, derivati dalla difficile situazione socio-economica che causano la denutrizione, emergono la scarsissima disponibilità di alimenti per diversi motivi: quali la grande distanza dal luoghi di rifornimento, difficoltà di trasporto a causa dell'isolamento della zona, perdita di alimenti a causa di cattiva organizzazione dei trasporti, inadeguata conservazione del cibo nei negozi; l'insufficiente consumo di alimenti dovuto all’alto numero dei componenti della famiglia che contrasta con la bassa disponibilità di cibo; la comparsa di una nuova cultura alimentare diversa da quella tradizionale: la scelta degli alimenti è dovuta più all’influenza dei mezzi di comunicazione di massa che all'esperienza derivata da conoscenze acquisite.

A tutto questo si aggiunge il basso livello d'istruzione formale che non permette una scelta saggia degli alimenti. Spesso nelle famiglie il denaro destinato all'alimentazione è utilizzato per pagare altre spese, come l'affitto dell'abitazione, dato che la maggior parte degli abitanti non possiede una casa di proprietà, e il pagamento dei mezzi di trasporto pubblico
Le pessime condizioni igienico-sanitarie favoriscono la comparsa di malattie infettive che comportano un peggioramento dello stato di nutrizione dei soggetti colpiti.

Bambini soldato
Secondo le stime di Human Rights Watch e dell’UNICEF, i paramilitari minorenni sono oltre quattromila, ma se si contano anche quelli coinvolti dai gruppi rivoluzionari, FARC ed ELN, la stima sale bruscamente a undicimila. Eppure da ogni parte si tende a negare l’evidenza.
Negli ultimi anni i gruppi armati illegali, guerriglia e paramilitari, hanno reclutato un numero sempre maggiore di bambini, le dimensioni del fenomeno sono paragonabili solo a quelle del Myanmar e della Repubblica Democratica del Congo.
In Colombia anzi, è probabile che il numero dei bambini-soldato sia addirittura maggiore, perché le cifre del fenomeno non sono sicure.
Utilizzando i bambini nella loro guerra, paramilitari e guerriglia stanno producendo un danno incalcolabile nella società colombiana. Questi adolescenti, quando non muoiono, portano per anni le cicatrici della violenza. Combattono una guerra di adulti senza conoscerne le finalità. La maggior parte è analfabeta.
Si arruolano, in genere, per sfuggire a situazioni familiari drammatiche, alla povertà, alla solitudine. E per trovare protezione. Finiscono così per lottare contro altri bambini nelle loro stesse condizioni.
Uno su quattro combattenti della guerriglia o paramilitari ha meno di diciotto anni.
La maggior parte, addirittura, ne ha meno di quindici. Spetta al FARC e all’ELN il record per utilizzo di adolescenti in guerra: l’ottanta per cento degli undicimila piccoli soldati sta nelle loro fila. Solo il venti per cento è in mano dei paramilitari.
L’arruolamento, in genere, è volontario: è un modo come un altro per sopravvivere.

I minorenni in maggioranza provengono da famiglie destrutturate o emarginate e privi di educazione, si arruolano volontariamente, davanti alla mancanza di opportunità nel loro ambiente, o sono reclutati con la forza.
La guerriglia non dà salario. I paramilitari, invece, pagano dai trecento ai quattrocento dollari a trimestre, più incentivi per missioni speciali. Il FARC sostiene di non reclutare bambini ma solo persone dai sedici ai trenta anni, ma di fare eccezione trovandosi di fronte a bambini orfani per la violenza di esercito e paramilitari. In questo caso, li prendono con loro, formandoli, facendoli studiare e insegnando loro le tecniche di combattimento ma senza costringerli.
Però, tra le donne e gli uomini del blocco, nessuno nasconde di essere entrato nelle FARC poco più che bambino a causa della povertà delle famiglie e delle continue minacce e pressioni dei paramilitari che arrivano nei villaggi con i mitra spianati e distruggono tutto.

Ma il reclutamento a volte è forzato: i ragazzini trovati a vagabondare sono prelevati con la forza per strada, caricati su un furgone e portati agli accampamenti. Lì è loro spiegato che stanno reclutando guerriglieri.
Se la famiglia riesce a trovarli, a volte è loro concesso di parlare con i genitori, ma sotto sorveglianza di altri guerriglieri.
In ogni modo, i rapporti con genitori o parenti, quando presenti, sono completamente interrotti, solo in qualche caso restano contatti sporadici ma ritornare con la famiglia è in pratica impossibile.

Sequestri di minori
Negli ultimi otto anni sono stati sequestrati 1.934 minori, per una media di uno al giorno; in particolare, il 2002 è stato l´anno più critico, in cui i casi sono saliti a 384. La città più colpita è la capitale, Bogotà.

I motivi dei sequestri sono principalmente due

  • la tratta dei minori per il mercato pornografico e della prostituzione
  • rapimenti a scopo di estorsione, in questo caso si tratta di bambini di famiglie benestanti, che puntualmente denunciano il sequestro alle forze di polizia

La situazione si complica quando i bimbi sono presi per essere inseriti nel mercato della pornografia. Le prime vittime sono i bambini di strada e avere numeri precisi è impossibile.

Sfruttamento sessuale
Nel maggio 2007, in Colombia, è entrato in vigore il Testo Unico della Legge sull’Infanzia e l’Adolescenza, che prevede pene molto severe per i pedofili. Interessata sarà, prima fra tutte, Cartagena de Indias, cittadina colombiana sulle rive dell’oceano Atlantico, meta prediletta per i turisti in cerca di cocaina e sesso facile.

Un affare di milioni di pesos, che è arrivato al coinvolgimento di oltre duemila bambini nel giro della prostituzione minorile e allo sfruttamento di bambini e bambine anche di cinque e sei anni, gestito da una rete criminale ben organizzata facente capo all’Autodifesa Unita della Colombia, AUC, gruppo paramilitare guidato da Salvatore Mancuso, signore indiscusso del narcotraffico internazionale ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Il provvedimento di legge ora in vigore è molto complesso, frutto delle quinquennali fatiche di un’apposita Commissione, cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’ONU e di ONG nazionali e internazionali.
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ONU del 1989, ratificata dalla Colombia nel ’99, imponeva che anche quel 41,5 per cento della popolazione colombiana, che corrisponde ai minori di 18 anni, fosse riconosciuto come soggetto titolare di diritti.

Lo Stato non ha potuto che scuotersi davanti ai quattordici milioni di bambini e bambine vittime di delitti sessuali, cui si aggiungono gli undici mila maltrattati in famiglia, i 2,7 milioni di bambini-lavoratori e i circa 2,5 milioni costretti a vivere sotto la soglia di povertà.
Centomila sono, invece, i bambini di strada e undicimila quelli arruolati dai gruppi armati.

Le nuove norme cancelleranno anche il principio di favorabilidad (beneficio) nei reati contro i minori, in base al quale un imputato accusato di un delitto che prevede una pena inferiore a quattro anni non può essere trattenuto in custodia cautelare.
Più di una volta questo principio giuridico si è trasformato in un incubo per i ragazzini, perseguitati dai loro carnefici per aver osato denunciarli. D’ora in poi nessun beneficio spetterà a chi abusa dei minori, nemmeno il patteggiamento o il giudizio abbreviato e gli adulti rischieranno fino a dieci anni di reclusione.

ADOZIONE INTERNAZIONALE
L’Istituto Colombiano del Benessere Familiare
, I.C.B.F. è un’istituzione pubblica, con personalità giuridica, autonomia amministrativa e patrimonio proprio, sottoposto al Ministero della Salute.

L’obiettivo dell’I.C.B.F. è sostenere l’integrazione e lo sviluppo armonioso della famiglia, proteggere i minori e garantire i loro diritti.

L’I.C.B.F. è diretto e amministrato da un Consiglio Direttivo e da un Direttore Generale che gestisce l’istituto secondo una struttura decentrata: 1 sede nazionale, 28 sedi regionali, 5 agenzie di dipartimento, 199 centri a livello municipale.

Il compito di I.C.B.F. è quello di promuovere, assistere, valutare programmi e servizi orientati a soddisfare i bisogni di bambini e bambine, giovani e famiglie. Per fare ciò L’I.C.B.F. lavora a stretto contatto con organizzazioni pubbliche e private secondo criteri di corresponsabilità, cogestione e cofinanziamento.

I principi su cui si basa I.C.B.F. sono

  • La responsabilità dei genitori nella crescita e nella formazione dei propri figli
  • Le azioni dell’I.C.B.F. non sostituiscono le responsabilità della famiglia, ma intervengono, secondo il criterio di sussidiarietà, solo quando i genitori o le persone che si occupano del bambino sono nella comprovata incapacità di farlo
  • La partecipazione della comunità
  • L’I.C.B.F. sostiene e promuove le forme organizzative di volontariato della comunità per ottenerne la partecipazione
  • L’attenzione ai più bisognosi

I programmi dell’I.C.B.F. sono rivolti alle persone in situazioni di maggiore vulnerabilità socioeconomica, nutrizionale, psicoaffettiva e morale. Attraverso questa fascia di popolazione si riescono a raggiungere i bambini di età inferiore ai 6 anni o in età scolare, gli adolescenti, le donne incinte o che hanno appena partorito maggiormente bisognosi.
L’I.C.B.F. è organizzato in centri regionali.
Ciascun centro regionale è suddiviso in centri di zona ubicati in 199 municipalità, dove diversi professionisti come avvocati, assistenti sociali, sociologi, psicologi, nutrizionisti, pedagoghi e altri, garantiscono a bambini, giovani e genitori assistenza sociale, psicologica, nutrizionale e legale, a seconda delle situazioni.

Per maggiori informazioni sull’I.C.B.F.: www.icbf.gov.co

l’I.C.B.F. dispone di strumenti giuridici come il Codice del Minore (Decreto Legge n. 2737 del 27/11/1989 sez. V articolo da 88 a 128 ed aggiornamento marzo 2007 www.secretariasenado.gov.co/leyes/L1098006.HTM) che contiene le misure di protezione per i minori in situazione irregolare.
Tra queste misure è prevista quella dell’adozione di un minore abbandonato.In Colombia, i bambini in stato di abbandono provengono spesso da famiglie distrutte o inesistenti e sono ospitati in famiglie affidatarie "Hogar sostituto" che hanno il compito di prepararli all’adozione. I bambini già più grandicelli hanno spesso i segni di maltrattamenti subiti.

L’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar attraverso lo sviluppo del programma di adozione vigila per offrire famiglie stabili a minori che mancano di essa.
E’ per questo che l’Istituzione studia ed analizza le richieste di coppie e di individui che manifestano il loro desiderio di ricevere un minore come figlio ed approva quelli che dimostrano la loro capacità ad offrirgli le migliori condizioni affettive, famigliari, mentali, fisiche, morali, intellettuali sociali ed economiche.
Secondo l’articolo 88 del Codice del Minore, l’adozione è principalmente e per eccellenza, una misura di protezione attraverso la quale, sotto la suprema vigilanza dello Stato, si stabilisce in maniera irrevocabile, la relazione paterno filiale tra persone che non l’hanno per natura.

Sempre secondo quanto stabilito dal Codice, le caratteristiche che deve possedere chi desidera presentare la domanda di adozione sono le seguenti

  • Aver compiuto 25 anni d’età
  • Garantire la propria idoneità fisica, mentale, morale e sociale sufficiente a poter offrire una famiglia adeguata e stabile a un minore.

In Colombia possono essere adottati

  • I minori dichiarati in situazione di abbandono
  • I minori la cui adozione sia stata consentita dai loro genitori
  • I minori di 18 anni la cui adozione sia stata autorizzata dal Difensore di Famiglia dell’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar, quando il minore non trovasi in situazione di abbandono e manchi di rappresentante legale
  • Il figlio di uno dei coniugi potrà essere adottato dall’altro
  • Potrà essere anche adottato il maggiore di 18 anni quando l’adottante abbia avuto la cura personal dell’adottabile prima che questi compisse i 18 anni.

Chi desidera presentare la domanda di adozione in Colombia, deve compilare il modello Solicitud de Adoption, ovvero la domanda di adozione, nel quale viene richiesto di indicare alcune preferenze ad esempio riguardo l’età del minore desiderato, tuttavia per la selezione e l’assegnazione dei minori candidati all’adozione vengono applicati i criteri tecnici stabiliti dall’Istituto Colombiano de Bienestar Familiar.

L’Istituto Colombiano de Bienestar Familiardà la priorità alle richieste di coppie

  • Che non hanno figli
  • Che avendo un figlio, biologico o adottato vogliono un secondo figlio
  • Che richiedono in adozione gruppi di fratelli
  • Che richiedono in adozione bambini o bambine con età superiore ai 7 anni
  • Che richiedono in adozione un figlio con difficoltà fisiche o mentali

Le coppie senza figli hanno quindi la priorità rispetto alle coppie con figli biologici o adottivi, in quanto sono molte le coppie in attesa del loro primo figlio.

Un criterio fondamentale per l’assegnazione di un minore ad una coppia, è l’età dei richiedenti.

L’Istituto Colombiano de Bienestar Familiar fornisce delle indicazioni molto precise riguardo l’abbinamento dei minori in base al principio di comparazione tra l’età anagrafica della coppia e minore

  • Bambini piccoli da 0 a 3 anni famiglie di coppie giovani, con età fra i 25 e i 35 anni
  • Bambini di età fra i 4 e i 6 anni in famiglie di coppie con età fra i 35 e 45 anni
  • Bambini di età superiore ai 6 anni in famiglie formate da persone di età superiore ai 45 anni.

Se nella domanda di adozione è riportato il desiderio di un minore con un’età non corrispondente alla suddivisione sopra-riportata, vi sono moltissime probabilità che tale richiesta non venga accettata.

Tutti gli aspetti riportati nella domanda di adozione dovranno essere analizzati dal Bienestar Familiar che potrà respingere la richiesta nel caso in cui i richiedenti non avessero tutte le condizioni necessarie per ricevere un minore in adozione.

Consigli pratici

  • Ambasciate e consolati COLOMBIANI in Italia:

Via Giuseppe Pisanelli 4, interno 5, 00196 Roma
Tel. 06/ 3612131 - 3614348

Via di San Sebastianello 9, 00187 Roma
Tel. 06/ 69942522

Foro Buonaparte 12, 20121 Milano
Tel. 02/ 8051765 – 86912133

Email e siti Internet:

eroma@minrelext.gov.co

croma@minrelext.gov.co

cmilan@minrelext.gov.co

L'enorme patrimonio precolombino, e l'importazione culturale spagnola, fanno della Colombia il paese con la maggiore ricchezza culturale di tutto il Latinoamerica.

Tra le figure che raggiungono una risonanza mondiale si cita Alejandro Obregón, Enrique Grau, Luis Caballero, e soprattutto Fernando Botero. che con le sue opere ironiche è famosissimo in tutto il Mondo.
Per la letteratura, altro personaggio di fama mondiale, si cita il premio nobel Gabriel Garcia Márquez.

Tra le sue opere: "Cronaca di una morte annunciata" da cui il regista italiano Francesco Rosi ha tratto un film girato in Colombia. Per la pittura figura Vicente Vasquez Ceballos, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, è il più noto tra gli artisti di epoca coloniale.

CUCINA
Data la vastità del territorio, ogni regione propone una sua cucina caratteristica. Lungo la costa è ottimo il pesce, mentre fra i piatti tipici della zona andina si può assaggiare l' Ajiaco è una specie di zuppa con pollo, patate e tuberi, il Sancocho uno stufato di carne, legumi e tuberi tropicali, i Tamales un ripieno di carne e verdure avvolto in foglie di banano.
Saporita la carne, stufata o alla brace. Ottima la frutta tropicale che costituisce l'ingrediente di dissetanti succhi e frullati.
Bevande tipiche colombiane sono il caffè e l' Aguardiente, un'acquavite di canna. In particolare, buona e leggera è la birra.

COSA COMPRARE
La tradizione artigianale colombiana offre un'interessante varietà di articoli: terrecotte dipinte a mano, articoli in vimini, in cuoio, in rame e in legno, prodotti tessili tra cui i ruanas, tipici ponchos colombiani realizzati in lana grezza o filati più leggeri, amache, cappelli, stoffe colorate.

La Colombia inoltre è considerata la maggior produttrice di smeraldi di tutto il mondo, quindi un viaggio in Colombia è anche un'occasione per acquistarne. Molto belli sono inoltre i gioielli in oro e in argento che riproducono gli antichi monili delle civiltà precolombiane.

Naturalmente per l'acquisto di preziosi conviene sempre rivolgersi ai negozi autorizzati che garantiscano la qualità del prodotto.
Non comprate souvenir che costano la vita agli animali è uno slogan lanciato dal WWF, World Wilde for Nature, contro il commercio illegale di specie in via di estinzione e l'acquisto di prodotti da queste ricavati.

La Convenzione di Washington o CITES a cui aderiscono 115 Paesi tra cui l'Italia, vieta l'importazione di qualsiasi prodotto di avorio o comunque ricavato dagli elefanti, pelli di felini maculati e striati, gusci o prodotti di tartaruga, molte specie di uccelli e scimmie, piante tra cui orchidee e cactus selvatici.
Per alcune specie occorrono invece speciali autorizzazioni e in loro mancanza sono previste la confisca e severe ammende.

Prima di partire
Farsi visitare dal proprio medico. Farsi curare eventuali malattie dentali.

Al ritorno
In caso di febbre, diarrea, eruzioni cutanee, informare il medico sul viaggio fatto, lo stesso vale in caso di allergie, effetti collaterali dei vaccini o intolleranza agli antimalarici.

Febbre Gialla
Non è obbligatoria la vaccinazione se si parte dall'Italia. E' consigliata a coloro che si dirigono nella media valle del fiume Magdalena (nelle colline pedemontane orientali e occidentali della Cordigliera Orientale), dalla frontiera con l’Ecuador a quella con il Venezuela, in Urabà, nelle colline pedemontane della Sierra Nevada, nelle pianure orientali (Orinoquia) e in Amazzonia.Il vaccino è innocuo, efficace e dà un'immunità di 10 anni. Dev'essere fatta almeno 10 giorni prima di partire.

Malaria
Il rischio di malaria - Pl. Falciparum (54%), Pl. Vivax (46%) - è alto durante tutto l'anno nelle aree rurali e della giungla, al di sotto degli 800 metri, specialmente nelle municipalità delle regioni Urabà-Bajo Cauca, Orinoquia, Pacifico ed Amazonia: è più alto nei dipartimenti di Amazonas, Chocò, Còrdoba, Guainìa, Guaviare, Putumayo e Vichada.
E' segnalata la resistenza del Pl. falciparum alla clorochina in Urabà, Bajo Cauca, Pacifico e Amazonia. E' segnalata anche resistenza alla sulfadossina-pirimetamina.

Profilassi raccomandata nelle zone a rischio: Clorochina + Paludrin, sempre che non vi siano controindicazioni, da valutare caso per caso.
Clorochina 150 mg, 2 compresse alla settimana per gli adulti; Paludrin 100 mg, 2 compresse al giorno per adulti, da una settimana prima di entrare nella zona a rischio (per il Paludrin da un giorno prima) fino a 4 settimane dopo l'uscita dalla zona, senza interruzioni.
Profilassi raccomandata in Urabà-Bajo Cauca, Pacifico e Amazonia: Meflochina: 1 compressa per adulti alla settimana, da una settimana prima di entrare nella zona a.